SIOeChCF e Covid-19

La Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCF) ha da pochissimo emanato un “Piano strategico per la gestione del paziente ORL durante il periodo di transizione a seguito della pandemia COVID-19″ articolato in 6 punti. 1) Introduzione2) Misure generali3) Attività ambulatoriale4) Attività chirurgica5)…

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La piramide nasale o naso esterno

Nella vista laterale della piramide nasale è riconoscibile una parte ossea formata dalle ossa nasali, dal processo frontale del mascellare e dal processo nasale del frontale ed una parte cartilaginea formata dalle alari, dalle triangolari, dalla quadrangolare e dalle cartilagini sesamoidi.

 

In alcuni casi la piramide nasale può essere caratterizzata dalla presenza del “gibbo” (dal latino gibbus, gobba): la parte ossea è formata dalle ossa nasali, mentre quella cartilaginea dalla cartilagine quadrangolare e dalle triangolari. Sulle ossa nasali si possono individuare 4 punti anatomici che permettono di caratterizzare il profilo del dorso nasale:

#nasion è il punto mediano della sutura naso-frontale in cui le ossa nasali si congiungono con i processi nasali delle ossa frontali
#sellion è il punto più basso della depressione delle ossa nasali (non è sempre presente)
#kyphion è il punto più prominente delle ossa nasali
#rhinion è il punto più caudale delle ossa nasali sulla linea mediana che marca la giunzione con il setto cartilagineo a livello della Keystone area

 

Sebbene la cartilagine quadrangolare e le triangolari siano separate, esse hanno una derivazione embriogenica comune dalla fossetta olfattoria. Nello specifico la cartilagine quadrangolare deriva dalla fusione delle due crus mediali delle cartilagini triangolari (dei due lati), invece la cartilagine triangolare propriamente detta ne rappresenta la sola crus laterale. Il dome in questo caso è formato dalla articolazione del setto con la triangolare a livello della Keystone area.

Vista dal basso della piramide nasale osteo-cartilaginea. La cartilagine alare determina l’aspetto alla punta del naso: ha una forma ad arco in cui si distinguono una parte mediale ed una laterale dette “crus” (dal latino gamba). Il punto in cui avviene il passaggio dalla crus mediale a quella laterale si chiama “dome” (dal latino cupola). Le cartilagini alari si trovano in continuità con la cartilagine quadrangolare del setto sulla linea mediana. Lo sviluppo più o meno marcato si una o entrambe le crus e il rapporto con la cartilagine del setto sono responsabili della forma della punta del naso, che è una caratteristica dì unicità che contraddistingue il naso si ciascun individuo.

 

In alcuni casi la presenza del gibbo può essere corretta (completamente o in parte) mediante il rinofiller, che deve essere considerato molto più di un filler o riempitivo. Con il termine #rinofiller si intende il trattamento dei difetti del naso esterno mediante infiltrazione di acido ialuronico. Sinonimi comunemente impiegati per descrivere questa procedura sono “rinoplastica liquida” e “rinoplastica non chirurgica”.

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Trattamento con filler del naso: il rinofiller

Definizione

Il rinofiller è molto più di un filler o riempitivo. Con il termine #rinofiller si intende il trattamento dei difetti del naso esterno mediante infiltrazione di Acido Ialuronico. Sinonimi comunemente impiegati per descrivere questa procedura sono “rinoplastica liquida” e “rinoplastica non chirurgica”.

Indicazioni

La selezione del paziente da sottoporre a rinofiller rappresenta un momento cruciale per il successo del trattamento. Il paziente tipo da sottoporre a rinofiller ha lievi imperfezioni del profilo del dorso nasale: le più frequenti includono il gibbo, una sfumata deviazione dell’asse della piramide nasale, un’asimmetria delle linee estetiche del dorso, un lieve deficit di proiezione o rotazione della punta. Altre condizioni che possono essere trattate sono la presenza di un angolo naso-labiale acuto, un dorso molto convesso, un angolo naso-frontale ridotto, un ridotto sviluppo della columella con caduta della punta.

Al contrario se il naso necessita di una significativa riduzione (ad esempio un gibbo esteso, una proiezione eccessiva della punta o una deviazione marcata della piramide), questa procedura è controindicata.

Tecnica

Il rimodellamento non chirurgico del naso è una procedura mini-invasiva caratterizzata da un buon profilo di sicurezza, che offre risultati visibili nell’immediato, non richiede giornate di recupero ed ha un buon rapporto costo-efficacia (Kontis 2018). Le caratteristiche reologiche dei filler sono variabili e non esiste in commercio un filler specifico per la rinoplastica non chirurgica. Tuttavia è indispensabile scegliere un prodotto con un G’ adeguato per evitare fenomeni di migrazione. L’acido ialuronico può essere dissolto con la ialuronidasi, un enzima in grado di rompere i legami nelle particelle di acido ialuronico, in caso di deformità residua post-trattamento o altre complicanze (DeLorenzi 2014).

Il rinofiller può essere immaginato come una procedura di innesto (di acido ialuronico) a supporto dello scheletro osseo e cartilagineo del naso, che può essere iniettato in boli da 0.01 a 0.5 ml per punto. Le regioni più comunemente trattate sono:

1) dorso a livello della radice, per ottenere un riposizionamento (cefalico e anteriore) della stessa con miglioramento dell’angolo naso-frontale, riducendo la percezione soggettiva del gibbo.

2) columella, per dare maggiore definizione al profilo delle crus mediali o per evidenziare una columella “nascosta”; in questo modo si genera un effetto di proiezione e rotazione sulla punta.

3) dorso, per correggere irregolarità secondarie a chirurgia; si cerca di replicare il risultato di uno “sperder graft” mediante infiltrazione retrograda su tutta la lunghezza del dorso da entrambi i lati.

4) spina nasale, per incrementare l’angolo naso-labiale dando supporto alle crus mediali e al labbro superiore

5) punta in regione interdomale, per camuffare irregolarità, favorire una leggera rotazione e aumentare la proiezione della punta

Angolo naso-labiale: valori normali per uomo 90-105° e per donna 105-120°.

Bibliografia essenziale

Boccieri A, Finocchi V, Marianetti T: Le vie della rinoplastica – Filosofie a confronto; Acta Medica
Rauso R: Rhinofilling with hyaluronic acid thought as a cartilage graft. J Craniomaxillofac Surg. 2020 Mar;48(3):223-228.
Kontis TC: The art of camouflage: when can a revision rhinoplasty be nonsurgical? Facial Plast Surg 34(3): 270e277, 2018
DeLorenzi C: Complications of injectable fillers, part 2: vascular complications. Aesthet Surg J 34(4): 584e600, 2014

Bibliografia completa su PubMed

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Mal di testa: sfatiamo i miti.

Ecco una sessione Q&A (Questions and answers) incentrata su un sintomo molto diffuso in ambito otorinolaringoiatrico, ovvero il mal di testa. Si tratta di dolore localizzato nella regione della testa o del collo, talvolta riferito come algia cranio-facciale.
 
 
 
Q) I mal di testa sono tutti uguali?
A) No
 
Le caratteristiche che permettono di differenziare i mal di testa, o cefalea, sono:
  • Sede: frontale, temporale (tempie), retro-nucale, regione oculare, ecc
  • Durata: pochi minuti, da alcune ore fino a tre giorni
  • Intensità: lieve/moderata (non richiede l’interruzione delle attività), severa (di solito si preferisce interrompere ogni tipo di attività)
 
Q) E’ normale avere mal di testa?
A) Si
 
In condizioni fisiologiche, in caso di stanchezza e stress o in caso di difetti visivi (necessità di indossare lenti) è del tutto normale avere mal di testa; si tratta nella maggioranza dei casi di dolore di intensità lieve/moderata di breve durata che recede spontaneamente o con il riposo.
 
Q) Quanti mal di testa rientrano nella normalità?
A) Non esiste una risposta universalmente corretta a questa domanda. Vediamo il perché ribaltando la domanda e chiedendoci…
 
Q) Quando un mal di testa non è normale?
A) Riprendendo le “caratteristiche” dei mal di testa menzionate in precedenza (sede, durata e intensità), possiamo dire:
  • la sede del dolore non è un elemento importante (purché sia compresa nella regione della testa); diventa importante quando il dolore si localizza ad un solo lato della testa
  • la durata è un fattore determinante, soprattutto se supera le 5 ore (senza assunzione di farmaci)
  • l’intensità gioca un ruolo cruciale, soprattutto se è di grado severo
  • l’ultimo parametro da tenere in considerazione è la ripetitività del sintomo, ovvero quante volte al mese o alla settimana si manifestano i mal di testa
 
Q) Devo preoccuparmi se ho un mal di testa?
A) No
 
Nella stragrande maggioranza dei casi il mal di testa è un fenomeno benigno e passeggero.
 
Q) Quando devo chiedere l’aiuto di uno specialista?
A) In caso di mal di testa di lunga durata (se non trattati)
  • Se il dolore si localizza (talvolta) ad un solo lato della testa
  • Quando il dolore raggiunge intensità di grado severo
  • In caso di 5 episodi mal di testa o più di questo tipo (nella vita!)
 
Q) Mal di testa ed emicranica hanno lo stesso significato?
A) No
 
Mal di testa (cefalea) ed emicrania non sono sinonimi. La cefalea è un sintomo; l’emicrania è una malattia. Non tutti i pazienti che hanno mal di testa, ovvero cefalea, hanno necessariamente l’emicranica.
 
Q) Come faccio a capire se soffro di emicrania?
A) E’ necessario essere visitati da uno specialista ed eseguire degli esami di approfondimento.
 
Q) Perché?
A) Esistono alcune malattie neurologiche molto serie, tra cui i tumori cerebrali, che possono manifestarsi con mal di testa come sintomo di esordio.
 
Q) Che cos’è l’emicrania?
A) L’emicrania è una malattia neurologica cronica e benigna, caratterizzata da episodi ricorrenti di mal di testa, che hanno determinate caratteristiche cliniche.
 
Q) Si può curare?
A) Si
 
Esistono due tipi di terapie diverse per l’emicrania: la prima è la classica terapia dell’attacco di cefalea, ha come scopo l’analgesia, ovvero la cessazione del dolore. La seconda, meno diffusa, ma di estrema utilità in molti casi è la prevenzione, ovvero un trattamento quotidiano con lo scopo di bloccare i meccanismi con cui insorgono in mal di testa.
 
Q) Il dolore è l’unico sintomo con cui si può manifestare l’emicrania?
A) No
 
Un sintomo che spesso si può associare al mal di testa da emicrania è la vertigine o il disequilibrio (sbandamento). In alcuni casi si può configurare una vera e propria emicrania vestibolare, ovvero un attacco emicranico che si estende alle vie vestibolari centrali e periferiche.
 
La International Headache Society (IHS) ha sviluppato un sistema di classificazione dell’emicrania, che va considerata piuttosto come una famiglia di malattie, sotto il nome ICHD-3 (International Classification of Headache Disorders, giunto alla terza edizione). Si tratta di uno strumento indispensabile per la diagnosi (soprattutto differenziale) dell’emicrania.
 
Gennaro Russo

Il Dott. Gennaro Russo è Dirigente Medico presso la UOC Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale dell’Ospedale Monaldi di Napoli. Svolge attività clinica, chirurgica e di ricerca su chirurgia oncologica e disturbi dell’equilibrio.

 

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GOS Giovani ORL SIOeChCF 2021

CHE COS’È IL GOS

Il gruppo Giovani Otorinolaringoiatri SIOeChCF (GOS) nasce con l’intento di aggregare tutti i giovani soci under 40 (o con meno di dieci anni di pratica professionale dal conseguimento del titolo di specialità) e promuovere la formazione, il network , la ricerca scientifica e il senso di appartenenza e di identità al fine di concretizzare le idee, le proposte e le esigenze dei giovani otorinolaringoiatri.

Da maggio 2021 a maggio 2023 il Dott. Gennaro Russo ha rivestito il ruolo di vice-coordinatore nazionale del GOS, un ruolo molto prestigioso che gli consentirà di essere portavoce dei giovani specialisti otorinolatingoiatri italiani in seno alla SIO. Durante il suo mandato potrà portare avanti iniziative ed eventi scientifici e formativi rivolti ai giovani chirurghi ORL italiani, di cui egli stesso fa parte.

 


 

LE PROPOSTE E GLI OBIETTIVI DEL GOS

  • Iscrizione di diritto, gratuita, alla SIOeChCF per il primo anno dei neo-iscritti alle Scuole italiane di Specializzazione in Otorinolaringoiatria;
  • Incoraggiare la partecipazione dei giovani specialisti ai congressi nazionali e regionali di Otorinolaringoiatria;
  • Suggerire argomenti per i futuri congressi nazionali e possibilità di organizzare sessioni speciali e mini-corsi durante gli stessi a cura esclusiva dei giovani GOS;
  • Suggerire per il programma scientifico del congresso nazionale attività e corsi di interesse al tempo stesso clinico-pratico per i nuovi specialisti;
  • Istituire piccoli gruppi di lavoro tra i rappresentanti regionali e nelle singole sezioni di ogni regione, deputati alla proposta e allo sviluppo di progetti di ricerca;
  • Favorire la frequentazione di altri reparti e centri d’eccellenza italiani promuovendo gli scambi professionali e scientifici;
  • Formulare un dossier, basato sulle esperienze dei singoli specialisti raccolte attraverso delle survey, da sottoporre all’attenzione di tutti i soggetti direttamente interessati;
  • Riservare quote agevolate nei corsi teorico-pratici e nei congressi regionali e nazionali;
  • Promuovere lo scambio clinico e scientifico con i gruppi di giovani delle altre società scientifiche italiane di scienze affini;
  • Favorire lo scambio con i giovani otorinolaringoiatri Europei in collaborazione con EUFOS ed IFOS;
  • Favorire il training chirurgico attraverso l’implementazione della dissezione su cadavere o su modelli anatomici;
  • Supportare l’interesse delle Società Scientifiche Chirurgiche e del Collegio Italiano dei Chirurghi alla approvazione del disegno di legge sulla Donazione del Cadavere;

 


 

COME ADERIRE AL GOS

L’adesione al gruppo GOS è semplicissima perchè estesa gratuitamente a tutti i soci iscritti alla SIOeChCF in regola con la quota sociale.
Per confermare la propria iscrizione:

Inviare una mail al seguente indirizzo: gruppogiovani@sioechcf.it

Aderire al gruppo Facebook GOS – Giovani ORL SIOeChCF

 


 

COME UTILIZZARE IL LOGO GOS

Il patrocinio a corsi e congressi può essere concesso dalla SIO, dalla AOOI o dalla AOURL, ma non dal GOS.
Il GOS può concedere l’utilizzo a scopo pubblicitario del proprio logo impegnandosi a dare diffusione mediatica dell’evento in oggetto nei seguenti casi:

  • il corso o il congresso è offerto a titolo gratuito (anche se per un numero limitato di posti);
  • il corso o il congresso ha una quota di iscrizione agevolata per membri “GOS” (soci SIO under 40 in regola con la quota societaria);
  • il corso o il congresso è organizzato o prevede la partecipazione attiva di un membro del CD;
  • webinar gratuiti, con quota di iscrizione ridotta per i membri GOS e in caso di partecipazione attiva di un membro del CD o dei delegati regionali.

Il logo del GOS (GOS endorsement) può essere richiesto a mezzo (gruppogiovani@sioechcf.it) mail entro 15 giorni dalla data dell’evento allegando la locandina.

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Vaccino Covid-19

Ogni farmaco è gravato dalla possibilità di insorgenza di un evento avverso, che secondo il Ministero della Salute viene definito come un “Evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta un danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile”. Ogni farmaco porta con se degli effetti indesiderati,…

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Il Video Head Impulse Test (vHIT)

Il Video Head Impulse Test (vHIT)

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Ecco una sessione Q&A (Questions and answers) incentrata su un test diagnostico di approfondimento ancora poco diffuso in ambito otorinolaringoiatrico, ovvero il vHIT.

 

Q) Cosa significa vHIT?

A) Il termine vHIT è l’acronimo di video Head Impulse Test che sta a indicare l’esecuzione video-assistita del Test di Halmagyi e Curthoys (Head Impulse Test).

Q) Cosa è il Test di Halmagyi-Curthoys (HIT)?

A) Nel 1988 Halmagyi e Curthoys scrivono un pezzo di storia della vestibologia, ad oggi ancora valido. Gli Autori sottoposero 12 pazienti a neurectomia vestibolare (per neurinoma o vertigine intrattabile) e riscontrarono la comparsa di un movimento saccadico di recupero solo per elevate accelerazioni. In tal modo gli Autori avevano capito come studiare il guadagno (G) dinamico e ad alta frequenza del riflesso vestibolo-oculo-motorio (VOR). Ciononostante il test, di non semplice esecuzione, spesso non veniva usato nella pratica quotidiana.

Q) Cosa è il video Head Impulse Test?

A) In tempi più recenti, nel 2005, fu descritto da Ulmer il primo sistema di video-registrazione del HIT, che permetteva di superare i limiti del HIT clinico-bedside (cHIT o bHIT). Infatti si trattava di un test di più semplice esecuzione, che forniva un valore numerico del G del VOR per ciascuno dei sei canali semicircolari, che era in grado di evidenziare sia le saccadi coperte (durante il movimento della testa) che quelle scoperte (dopo la fine del movimento della testa). Tale metodica, accompagnata da una curva di apprendimento (learning curve) più favorevole, ha riscosso un buon successo nella comunità scientifica, sebbene il vHIT viene usato sono in Centri dedicati allo studio delle patologie dell’equilibrio e per ricerca.

Q) Quali sono le basi fisiopatologiche del Test di Halmagyi-Curthoys?

A) Prima di introdurre le più moderne tecnologie disponibili in un ambulatorio di oto-neurologia, facciamo un cenno ad alcuni elementi di fisiopatologia indispensabili per la comprensione dei test stessi.

I canali semicircolari funzionano con un meccanismo push-pull: all’eccitazione di un CS corrisponde l’inibizione del CS ad esso accoppiato con una conseguente azione sui muscoli extraoculari (eccitazione agonisti e inibizione antagonisti).

Gli studi di Ewald hanno posto le basi per la comprensione della fisiologia dell’apparato vestibolare periferico.

Leggi di Ewald, 1892

I: il movimento dei globi oculari si realizza nella direzione della corrente endolinfatica più significativa
II: nel CSL la corrente ampullipeta determina una risposta più intensa di una corrente ampullifuga
III: nei CSV è il contrario

Le cellule vestibolari (tipo I)  hanno un potenziale di riposo di 90 spikes/s. Dopo uno stimolo inibitorio il potenziale può scendere fino a 0 (al massimo) à saturazione. Dopo uno stimolo eccitatorio il potenziale può salire fino a valori indefiniti, non c’è mai saturazione indipendentemente da quanto sia rapida l’accelerazione. Questi fenomeni creano un’asimmetria direzionale intrinseca dell’AV. Tale fenomeno viene utilizzato quotidianamente per fare diagnosi negli ambulatori di oto-neurologia: pensiamo alla VPP del CSL o alla neurite vestibolare.

Q) Che informazioni ci fornisce?

A) Il vHIT misura il guadagno (G) dinamico e ad alta frequenza del riflesso vestibolo-oculo-motorio sui 6 canali semicircolari: in sostanza abbiamo un numero, che confrontiamo con i valori di riferimento. Se è al di sotto di 0.8 c’è un deficit.

Un vHIT positivo, in assenza di nistagmo spontaneo o con nistagmo spontaneo che “batte” verso il lato deficitario, è un campanello d’allarme per una vestibolopatia di natura centrale.

Q) Come si esegue?

A) L’esaminatore fa compiere al paziente movimenti imprevedibili della testa (outward/inward), mediante rotazione della testa con escursione ± 20° ad elevata accelerazione 2000-4000°/s2 [2-4 Hz]; in tal modo, in caso di deficit vestibolare può generarsi un saccadico ”di recupero” controlaterale.

Q) In quali casi si può eseguire?

A) Il vHIT può essere impiegato nell’esame vestibolare oto-neurologico di tutti i pazienti; tuttavia esso trova maggiore indicazione nei casi in cui non ci sia un sospetto diagnostico di VPPB. Comunemente trova impiego nella neurite vestibolare, nella Malattia di Menière, nell’ipoacusia improvvisa, nel disequilibrio, ecc.

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Il trattamento con filler di Acido Ialuronico

Il trattamento con filler di Acido Ialuronico Tags : Acido Ialuronico Filler Labbra Ecco una sessione Q&A (Questions and answers) incentrata su un trattamento molto diffuso in ambito medico ed otorinolaringoiatrico, ovvero #filler di Acido Ialuronico. Q) Che cosa è il Filler di Acido Ialuronico?…

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L’Acido Ialuronico: impariamo a conoscerlo.

L’Acido Ialuronico: impariamo a conoscerlo. Tags : Acido Ialuronico Acido Ialuronico (AI) L’Acido Ialuronico è un componente della cosiddetta sostanza fondamentale del derma: si tratta di un glicosaminoglicano, ovvero una molecola formata da lunghe catene non ramificate di unità disaccaridiche (alternanza di acido glucuronico ed…

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Anatomia funzionale del sorriso

Anatomia funzionale del sorriso Tags : Anatomia Muscoli facciali Sorriso Anatomia funzionale del sorriso Anatomia dei muscoli facciali Tutti i muscoli coinvolti nel sorriso originano da un osso del massiccio facciale e si inseriscono sul m. orbicularis oris; alcuni lo attraversano per inserirsi sulla cute…

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