Introduzione
Il russamento abituale, noto come roncopatia, e la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSA) rappresentano due condizioni strettamente correlate che si inseriscono nel più ampio contesto dei disturbi respiratori del sonno. Mentre la roncopatia è spesso considerata un disturbo benigno, essa può costituire un segnale precoce della presenza di una disfunzione ostruttiva delle vie aeree superiori. L’OSA, invece, è una patologia cronica che si manifesta attraverso ripetuti episodi di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il sonno, causando apnee e ipopnee con conseguenze sistemiche rilevanti. Il riconoscimento e il trattamento di questi disturbi sono essenziali per prevenire complicanze cardiovascolari, metaboliche e neurocognitive.
Fisiopatologia
Durante il sonno, in particolare nelle fasi REM, il tono muscolare delle vie aeree superiori si riduce fisiologicamente. Nei soggetti predisposti, questo può determinare un collasso delle strutture molli come palato molle, ugola, tonsille e base della lingua. La roncopatia è il risultato della vibrazione di questi tessuti in presenza di flusso aereo parziale, mentre l’OSA è caratterizzata da un’ostruzione vera e propria del passaggio dell’aria.
Durante il sonno, in particolare nelle fasi REM, il tono muscolare delle vie aeree superiori si riduce fisiologicamente. Nei soggetti predisposti, questo può determinare un collasso delle strutture molli come palato molle, ugola, tonsille e base della lingua. La roncopatia è il risultato della vibrazione di questi tessuti in presenza di flusso aereo parziale, mentre l’OSA è caratterizzata da un’ostruzione vera e propria del passaggio dell’aria.
Gli effetti sistemici di questa ostruzione includono:
• Desaturazioni transitorie dell’ossigeno
• Attivazione simpatica notturna
• Frammentazione del sonno con riduzione delle fasi profonde (N3) e REM
• Aumento della pressione intratoracica negativa, che influisce sulla funzione cardiaca
• Disregolazione neuroendocrina, con potenziale coinvolgimento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene
Questi eventi possono portare a:
• Ipertensione arteriosa
• Rischio aumentato di aritmie, eventi ischemici e cerebrovascolari
• Alterazioni del metabolismo glucidico (insulino-resistenza, diabete tipo 2)
• Riduzione della vigilanza, performance cognitiva e qualità della vita
Sintomi
I sintomi della roncopatia e dell’OSA sono spesso sovrapponibili, ma differiscono in intensità e impatto. I principali sono:
• Russamento forte, persistente, con pause respiratorie
• Risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento
• Sonnolenza diurna eccessiva (soprattutto in attività sedentarie)
• Cefalea mattutina, secchezza delle fauci, difficoltà di concentrazione
• Disturbi dell’umore, irritabilità e memoria compromessa
• Ridotta capacità lavorativa e scolastica
Diagnosi
La diagnosi richiede un approccio multidisciplinare:
• Anamnesi completa: valutazione di sintomi notturni e diurni, storia clinica e fattori di rischio
• Questionari di screening: Epworth Sleepiness Scale, STOP-BANG, Berlin Questionnaire
• Esame otorinolaringoiatrico: valutazione endoscopica del distretto naso-faringeo
• Polisonnografia: esame standard per identificare e classificare l’OSA in base all’indice AHI (apnea-hypopnea index)
• Poligrafia cardiorespiratoria: alternativa semplificata per pazienti selezionati
• Sleep endoscopy e imaging: per definire il sito e la dinamica dell’ostruzione in vista di un eventuale trattamento chirurgico
Trattamenti
Le opzioni terapeutiche per la roncopatia e la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSA) si sviluppano secondo un modello progressivo, che tiene conto della severità clinica, delle caratteristiche anatomiche individuali e della tolleranza del paziente alle varie modalità terapeutiche. Il trattamento deve essere personalizzato e spesso multimodale.
• Modifiche dello stile di vita: rappresentano il primo approccio terapeutico, con un impatto significativo soprattutto nei casi lievi o moderati. La perdita di peso ha dimostrato di ridurre la severità dell’OSA, diminuendo il volume delle strutture parafaringee. L’abolizione del fumo e degli alcolici serali migliora il tono delle vie aeree superiori, mentre la gestione della congestione nasale mediante terapia farmacologica (decongestionanti, corticosteroidi topici) migliora il comfort respiratorio.
• Terapia posizionale: indicata nei pazienti con OSA posizionale, dove l’indice di apnee-ipopnee è significativamente più elevato in posizione supina. Vengono utilizzati ausili per disincentivare tale postura, come giubbotti anti-supini o cuscini specifici. Questa strategia, da sola, è raramente sufficiente ma può essere efficace in associazione ad altri trattamenti.
• Dispositivi orali: gli avanzatori mandibolari (MAD) sono indicati nei soggetti con OSA lieve-moderata o in coloro che non tollerano la CPAP. Questi dispositivi favoriscono l’avanzamento anteriore della mandibola, riducendo il collasso linguale. Sono particolarmente indicati in pazienti con retrognazia o con lingua ipertrofica.
• Ventilazione a pressione positiva continua (CPAP): è la terapia gold standard per le forme moderate e gravi. Il dispositivo eroga una pressione positiva costante che impedisce il collasso delle vie aeree. L’efficacia è elevata, ma l’aderenza al trattamento può essere compromessa da fattori quali discomfort, secchezza orale, rumore o claustrofobia. L’educazione del paziente e l’adattamento graduale migliorano l’accettazione.
• Chirurgia funzionale delle vie aeree superiori: riservata ai pazienti che rifiutano o non tollerano la CPAP e nei quali è documentato un punto specifico di ostruzione. Le opzioni includono:
• Faringoplastiche: tecniche di rimodellamento del palato molle e delle pareti faringee (es. barbed reposition pharyngoplasty) per ridurre il collasso retropalatale.
• Chirurgia della base linguale: può essere eseguita mediante radiofrequenza, laser o tecniche robotiche per ridurre il volume della base della lingua e migliorare lo spazio retroglosso.
• Chirurgia ortognatica: avanzamento maxillo-mandibolare, indicata nei pazienti con anomalie scheletriche significative, che corregge le relazioni tra mascellare superiore e mandibola, ampliando lo spazio aereo faringeo.
Una valutazione morfo-funzionale completa è fondamentale per selezionare il trattamento più adatto. Il follow-up a lungo termine consente di monitorare l’efficacia terapeutica e intervenire in caso di recidiva o peggioramento.
Conclusioni
Roncopatia e OSA rappresentano condizioni cliniche che richiedono attenzione specialistica per una diagnosi accurata e una gestione efficace. L’OSA, in particolare, comporta rischi sistemici significativi se non adeguatamente trattata. L’otorinolaringoiatra gioca un ruolo chiave nell’inquadramento diagnostico, nella selezione del trattamento e nel follow-up a lungo termine. Un approccio integrato e personalizzato è la strategia più efficace per migliorare la qualità del sonno e ridurre le complicanze associate.
Medico-Chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria